sabato 31 marzo 2012

SOLIDARIETA' AI LAVORATORI SPAGNOLI

In Spagna, il governo conservatore di Mariano Rajoy, ha intenzione di portare il rapporto deficit/Pil al 5,3% entro la fine del 2012. Così impone il diktat della Troika e, i fedeli sudditi, alacremente, eseguono. Anche qui si sta ripetendo lo stesso copione visto in Grecia, Portogallo e Italia, con tanto di analoghe “soluzioni” alla “crisi” finanziaria: sacrifici, tagli e tasse. Questi “teorici dell' austerity”, che si tratti di Monti o del ministro del Lavoro spagnolo Fatima Banez, non hanno intenzione di cedere un passo, segno che la situazione greca non ha insegnato nulla a nessuno di loro. Lì la popolazione ha dovuto sopportare due durissime riforme finanziarie e, nonostante questo,  il rischio default rimane sempre altissimo. Lo stesso può accadere in Spagna; i lavoratori spagnoli l'hanno capito. Infatti, il rischio che i 20 miliardi di euro di “sacrificio” non bastino a portare il deficit pubblico ai livelli imposti dall'Ue, è alto. Alcuni economisti ipotizzano, già ora, la necessità di una seconda manovra. Cosa non impossibile, se l'economia non dovesse crescere ai ritmi sperati. Inoltre, per ammissione dello stesso governo, questo provvedimento costerà il taglio di 640000 posti di lavoro; dato allarmante, se si pensa che la Spagna ha già un tasso di disoccupazione del 23%.
Possiamo quindi condannare gli sporadici episodi di violenza che si sono verificati durante lo sciopero generale del 29 Marzo? Oggettivamente no.

Idee in Movimento

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