mercoledì 28 marzo 2012

CHE FINE HA FATTO L'EUROPA NAZIONE?

Era l'idea guida di un'intera generazione politica. Più e oltre il neofascismo. Una pratica ideologica priva di orpelli intellettuali e sentimentalismi. La capacità visionaria di inserire politicamente l'Europa all'interno delle nuove dinamiche globali. Niente male vista la spartizione cino-americana del mondo attuale. Ma che fine ha fatto l'Europa Nazione?
 
Annichilito da Maastricht prima e da Lisbona poi, il nazionalismo europeo è scomparso dal dibattito programmatico. Oggi i movimenti della destra radicale del vecchio continente sembrano tornati a forme passate di revanscismo patriottico, mentre la più addolcita e ipocrita formula dell'Europa dei popoli pervade i programmi dell'intero arco costituzionale, dalla Lega (dove milita l'unico esponente italiano della Jeune Europe) a SeL, dalla Linke alla Cdu, dall'Ump al Ps.
 
Così, mentre vengono rispolverati slogan anti-tedeschi o anti-italiani, cadono nel dimenticatoio le responsabilità, queste si europee, delle oligarchie finanziarie continentali prone ai voleri di oltre-oceano: mentre ci si domanda quante colpe abbia la Germania nel tutelare la propria economia e quante l'Italia, la Spagna, la Francia, nel difendere i propri debiti, passano sottovoce le responsabilità vigliacche di chi ha voluto un sistema comunitario così debole e indifeso.
 
Tornano i miopi nazionalismi a scapito dell'unico nazionalismo possibile. Un errore clamoroso, ingrato nei confronti della storia, sciocco di fronte le infinite potenzialità dei nuovi mezzi di comunicazione. Imperdonabile aver lasciato l'europeismo ai guru del funzionalismo tecnocratico.
 
Idee in Movimento

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