giovedì 8 marzo 2012

ALCUNE CONSIDERAZIONI SUI MARINAI ITALIANI RECLUSI IN INDIA

E’ chiaro che dietro all’incarcerazione dei militari italiani nello stato indiano del Kerala c’è molto di più che una semplice sparatoria, anche se è costata la vita a delle persone. Sotto campagna elettorale si cerca di accaparrare voti in Italia come in India. Lo scontro serrato tra il National Congress e il Partito Comunista indiano, che si concluderà con le elezioni del 18 marzo,  potrebbe essere la chiave per leggere questo braccio di ferro tra Italia e India.
Certo dispiace vedere i nostri militari farne le spese. Per il diritto internazionale, infatti, la questione non dovrebbe neanche porsi, dato che l’incidente è avvenuto in acque internazionali (quindi fuori dalla giurisdizione indiana) e nel corso di una missione internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite, per un sevizio di tutela dei traffici commerciali contro la pirateria; la giurisdizione, in questi casi, è del Paese cui appartengono le persone coinvolte (quindi l'Italia, perché sono accusati militari italiani).
Per adesso i diplomatici italiani sono riusciti ad ottenere piatti di spaghetti per i nostri. Non ci stupiamo. In fondo la nostra classe politica è stata in grado di esprimere solo personaggi mediocri (Monti è solo l’ultimo di una lunga serie), non in grado di trovare una soluzione originale alla crisi economica, ma capaci soltanto di proporre misure di austerity e macelleria sociale, in linea con i diktat europei.
Nell’augurare la nostra solidarietà ai marinai italiani ci auguriamo che almeno il parmigiano sulla pasta sia abbondante…


Idee in Movimento

Nessun commento:

Posta un commento