NUOVA ARCHITETTURA FINANZIARIA
Da “origina e conserva ( concedere un credito e metterlo a bilancio) a “origina e distribuisci” (concedere un credito e venderlo).
- STRUMENTI FINANZIARI (CDO,CDS,SIV)
La banca concede credito e lo trasforma in titolo commerciabile; è il caso dei CDO (obbligazioni che hanno come garanzia un debito, in genere ipoteche sulla casa). Una CDO è formata unendo decine o centinaia di ABS, obbligazioni a loro volta garantite da debiti individuali. Il valore nominale di un CDO si colloca fra 1-2 miliardi di dollari. Le CDO vengono poi vendute a una SIV (società veicolo) di proprietà della banca stessa o sua sponsor, operazione di creatività finanziaria atta ad eludere l’obbligo di riserva stipulata da Basilea 1e 2 che obbliga le banche a tenere una riserva dell’8% in Europa e del 10% in USA. La SIV vende poi queste obbligazioni ad investitori istituzionali ed enti locali dopo che agenzie di rating le hanno frazionate in quote di differente rischiosità da AAA a BB.
I CDS (certificati di protezione dall’insolvenza del debitore) sono contratti che impegnano un soggetto finanziario B (venditore di protezione) a versare una determinata somma al soggetto A (compratore di protezione) nel caso che il soggetto C non rimborsi ad A, alla scadenza convenuta, il credito da questi ricevuto. Il soggetto A verserà una commissione annuale a B.
E’ impossibile, anche per gli enti preposti alla vigilanza, conoscere esattamente l’ammontare del valore dei CDO e CDS circolanti ed è impossibile per le agenzie di rating valutare con precisione il rischio di insolvibilità. E’ proprio questo uno dei motivi scatenanti della crisi finanziaria.
- DERIVATI
I derivati sono uno strumento finanziario simile, nella forma, alle scommesse. Due parti si impegnano, ad una data scadenza, l’una di vendere e l’altra di comperare una data quantità di merce ad un determinato prezzo. Il 99% dei derivati aventi beni tangibili come sottostanti vengono scambiati senza che nessuna delle controparti entri effettivamente in possesso del relativo sottostante.
1° tipologia: si supponga che un titolo abbia come sottostante 10.000 barili di petrolio il cui prezzo alla data del contratto sia 700.000 dollari (70 dollari al barile). Le controparti scommettono che ad una certa data il prezzo del petrolio salirà del 5% (735.000 dollari) e l’altra parte contraente che diminuirà del 5% (665.000dollari). Essi si limiteranno a versare alla controparte 35.000 dollari. In questo caso l’ammontare nominale del derivato (735.000/665.000 dollari) fornisce una idea fuorviante visto che in realtà è di appena 1/20.
2° tipologia: si supponga trattarsi di un contratto a protezione del rischio di insolvenza di un creditore. A pagherà a B (a fronte di una commissione di 50.000 euro l’anno) 1.000.000 di euro nel caso che C (debitore di B) non restituisca la somma entro la data prefissata 2 anni dopo. In questo caso il capitale a rischio non è il valore di mercato del derivato (50.000 euro) bensì proprio il suo valore nominale (1.000.000 di euro). Infatti se il debitore C non paga, il protettore A avrà perso 900.000 euro, posto che sia in grado di versare 1.000.000 di euro a B. Nel caso A non sia in grado di fare il pagamento, sarà B ad aver perso 1,1 milioni di euro, pari alla somma assicurata più i due anni di commissione. E’ precisamente questo processo che nel 2008 rischiò di far sprofondare il sistema finanziario.
Ci sono poi gli OTC (over the counter), derivati scambiati al banco senza l’obbligo da parte delle banche di registrarli in bilancio. Il loro peso nel 2008 era pari a 683 trilioni di dollari su un totale di 765 trilioni di dollari di derivati.
- PROPOSTE DI RIFORMA DELL’ARCHITETTURA FINANZIARIA
-Separazione delle attività di deposito da quelle di investimento.
-Riportare in bilancio la maggior parte dei capitali effettivamente detenuti dalle società finanziarie con la riduzione o eliminazione di società veicolo e del commercio di titoli non registrati in bilancio perché destinati ad essere venduti a breve scadenza.
-Regolare il mercato dei derivati riducendo o eliminando gli OTC e imponendo che tutte le transazioni siano sottoposte a vigilanza. Dovrebbero essere inoltre vietate le compravendite di titoli finanziari troppo complessi (es. CDO).
-Vietare la cartolarizzazione con la quale le banche creano masse incontrollabili di denaro.
-Modificare il sistema delle agenzie di rating ad oggi tutte di proprietà privata.
-Abolizione del reddito da signoraggio monetario e nazionalizzazione delle banche centrali
Idee in movimento
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