lunedì 19 marzo 2012

AFGHANSITAN: CIOCCOLATA, LUCKY STRIKE E STRAGI.

Gli americani, si sa, ci tengono a mantenere la nomea di salvatori dell'umanità, di liberatori degli oppressi e difensori della democrazia. Le loro  guerre sono “missioni di pace”, condotte mediante l'uso di “armi intelligenti”, in modo da non coinvolgere civili ma solo obiettivi sensibili. E' volontariato. Cioccolato e sigarette distribuiti alla popolazione festante.
Ma dal bombardamento di Dresda al massacro di My Lai in Vietnam, da Hiroshima e Nagasaki fino alle recenti campagne militari in Afghanistan e Iraq, il copione, costituito da vili massacri e stragi, non fa che ripetersi uguale.
Ovviamente a noi viene fornita, con la complicità dei media, una versione dei fatti montata ad arte. Il recente massacro di civili nel distretto di Panjwayi in Afghanistan è paradigmatico in questo senso. La favoletta propinataci vede il sergente Robert Bales, 38 anni, compiere una mattanza, con tanto di donne e bambini, da solo. Era psicologicamente traumatizzato e sotto l'effetto dell'alcool, forse con problemi coniugali e famigliari alle spalle. La versione dei sopravvissuti e la ricostruzione compiuta sul posto da una delegazione mandata da Kabul, però, sembra contrastare con questa fantasiosa versione statunitense. Stupisce che un solo uomo possa avere ucciso così tante persone (almeno 20), avendo addirittura il tempo per bruciare i corpi senza che nessuno si sia accorto di nulla. I due villaggi oggetto dell'aggressione, infatti, si troverebbero solamente ad un chilometro e mezzo dalla base americana.
Ovviamente Obama si è subito premurato di affermare che il colpevole verrà punito. La giustizia, quindi, trionferà ancora una volta? Ne dubitiamo. In un caso analogo il sergente maggiore dei Marine Frank Wuterich, colpevole di aver trucidato in Iraq 24 civili inermi, è stato dichiarato colpevole da una giuria militare di Camp Pendleton (California) e  “punito” con tre mesi di reclusione, una riduzione dello stipendio e la degradazione a soldato semplice.
Insomma, avete capito.


Idee in Movimento

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