martedì 13 marzo 2012

FOLLIE ANTI EUROPEE, NESSUNO TOCCHI DANTE.

"Oggi esiste una recrudescenza di antisemitismo e di razzismo. Ebrei, Rom, immigrati, mussulmani, omosessuali avvertono e vivono una condizione di pericolo. Il razzismo non è mai stato veramente sradicato e viene trasmesso persino nelle scuole. Un esempio emblematico è la Divina Commedia, caposaldo della letteratura italiana."

Questo il delirante incipit della dichiarazione con cui Gherush92, organizzazione di ricercatori e consulenti sui temi della società multirazziale, affiliata alle più note sigle "umanitarie" del mondialismo finanziario (Onu - Osce), chiede il ritiro dalle scuole della Divina Commedia, in quanto foriera di valori antisemiti, antimusulmani e omofobi.

"Esiste una sorta di “negazionismo” che nega i contenuti razzisti nei programmi scolastici: la bellezza, secondo i canoni occidentali, tiranneggia qualsiasi messaggio e opere come la Commedia, acclamata come capolavoro dell’umanità, benché esprima inequivocabilmente contenuti razzisti, viene valutata per il suo valore estetico e simbolico. La Commedia è considerata opera di indiscusso valore universale, con buona pace degli studenti e dei professori ebrei ed islamici e della loro identità violata. "

E' interessante notare come con il termine "negazionismo", si voglia ricondurre Dante all'indice delle opere considerate "indicibili", poichè negatrici o revisioniste del così chiamato fenomeno olocaustico. Infatti, poco più sotto si arriva a precisare che:

"Le persecuzioni antiebraiche sono la conseguenza dell’antisemitismo cristiano che ha il suo fondamento nei Vangeli e nelle opere che ad esso si ispirano, come la Divina Commedia. Deve essere messo in evidenza il legame culturale e tecnico-operativo con i vari tentativi di esclusione e di sterminio, fino alla Shoah. Certamente la Divina Commedia ha ispirato i Protocolli dei Savi Anziani di Sion, le leggi razziali e la soluzione finale. Chiediamo, pertanto, al Ministro della Pubblica Istruzione, ai Rabbini e ai Presidi delle scuole ebraiche, islamiche ed altre di espungere la Divina Commedia dai programmi scolastici ministeriali o almeno di inserire i necessari commenti e chiarimenti."

L'arroganza con cui si vorrebbe cancellare il capolavoro che, più e meglio di tanti altri, ha contribuito alla creazione dell'identità italiana, ghibellina ed europea, suona davvero come un atto di conquista inconcepibile per qualsiasi popolo ancora sano e sovrano. Ma siamo certi che nel paese di De Benedetti e Mario Monti, di Paolo Mieli e Gad Lerner, nessuna indignazione sarà permessa o incoraggiata.

Lo si capisce dall'articolo con il quale il Corriere.it rende nota la richiesta: largo spazio alle critiche del "centro di ricerca" al Dante razzista e omofobo, toni dimessi, e una scarsa, breve, puntualizzazione sulla cultura moderna, da Shakespeare a Mozart.

Una follia anti europea.

Idee in Movimento

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