Avete capito bene. Gennady Zyuganov, leader del KPRF e sfidante di Putin alle prossime presidenziali di Mosca, ci piace. Ma per quale ragione? Perché in Russia, e da anni ormai, i comunisti hanno compiuto quel passo avanti che i compagni italioti non sono in grado di fare. Se qui i vari Diliberto e company sono più preoccupati dei pericoli costituiti da una fantomatico “populismo di estrema destra”, che potrebbe mettere in pericolo la democrazia (ma il governo dei banchieri non lo fa già?), nelle fredde lande sovietiche le dinamiche di questo mondo globalizzato sono molto più chiare. Già nel 1996 Zyuganov, allora sfidante di Boris Eltsin, aveva compreso che c’erano meccanismi in atto volti alla creazione di un unico Stato mondiale, con la conseguente messa all’angolo di tutti Paesi in via di sviluppo e con una forte coscienza nazionale. E’ proprio il riconoscimento della Nazione (misteriosa entità per le sinistre italiane), oggi più che mai sorta di baluardo contro la deriva mondialista, il punto di forza del Partito Comunista russo.
Nazionalizzazione di petrolio, gas, banche, energia, aeronautica, trasporto ferroviario; sviluppo dell’agricoltura con la creazione di grandi aziende collettive per garantire la sicurezza alimentare del paese (e quindi l’indipendenza); potenziamento dello stato sociale (maggiori diritti ai lavoratori, tutela della maternità e dell’infanzia, sostegno agli anziani e ai disabili, miglioramento del sistema sanitario pubblico e della pubblica istruzione, etc…); politica estera finalizzata a limitare e contrastare l’influenza della Nato; creazione di una nuova Unione di popoli fratelli con la convergenza dei Paesi che componevano l’Unione Sovietica (neppure la naturale vocazione “imperiale” di Mosca è negata). Queste, sintetizzando, sono le mosse da compiere per garantire la rinascita della Russia, mantenendola un paese libero e sovrano.
Non stupisce, conoscendo i nostri polli, che certi “analisti” politici bollino Zyuganov come candidato “fasciocomunista”, confermando quanto ancora oggi (in particolare a sinistra) si sia legati a certi rigidi e sterili schematismi. L’antifascismo, vera e propria malattia in grado di accecare ogni spirito critico, è il morbo da cui sono affetti tutti partiti comunisti italici. Sono malati terminali, perciò abbiate pietà, staccate la spina…
Idee in Movimento
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