venerdì 20 gennaio 2012

TEMPO E DERIVATI

Il tempo non è altro che uno strumento della borghesia capitalista per assoggettare l’uomo alla schiavitù del lavoro alienante. “Time is money” dice un raccapricciante detto, il tempo è denaro per chi fa della vita una rincorsa al guadagno fine a se stesso e che vede nella speculazione borsistica l’apoteosi del degrado umano. Dunque combattiamo il tempo, il tempo chiuso in rigidi schemi di produzione. Lo scorrere delle sensazioni, dei cicli naturali, della vita e della morte non ha bisogno di lancette. Un ritorno alle origini dunque, ai reali bisogni.
La visione materialista, nella duplice declinazione marxista-capitalista, incasella l’uomo. Lo rende un automa, impone ad esso finalità innaturali.
Essere, non esistere, riappropriarci della nostra più intima essenza. Creare comunità dove il senso viene ricercato nei rapporti umani, nella solidarietà fra chi ha deciso di condurre un cammino dal comune destino. Tutto oramai è ingabbiato, non esiste un solo luogo nella terra che non sia di proprietà di qualche nazione o privato. Ci hanno chiusi nello spazio tempo, ci hanno messo un orologio al polso, un cartellino da timbrare.
Hanno deciso di farci lavorare in catene di montaggio rendendo alienante e frustrante ciò che dovrebbe nobilitare l’uomo.
Non bastano i soldi, la gente si fa strozzare dagli usurai che solo per convenzione vengono divisi in legali, le banche, e in illegali. E chi è il complice, l’amico più fidato dell’usuraio? Il tempo.

Idee in Movimento

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