giovedì 26 gennaio 2012

LA SINISTRA (IM)POPOLARE

Le proteste che stanno esplodendo in tutta Italia non piacciono alla sinistra chic, quella di governo, PD in primis. «Dentro il movimento dei forconi c’è criminalità e deriva becera e violenta» ha sentenziato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del PD in Senato. E’ la sinistra dei Bersani, quella che legge Repubblica ed il Fatto Quotidiano; quella sinistra centrista e moderata, fatta da uomini responsabili, fiduciosa verso il governo dei professori; è questa sinistra che ha preso, ancora una volta, le distanze dal popolo. Non ci stupiamo, per noi non è una scoperta recente. Abbiamo sempre saputo che i vari Prodi, D’Alema e Bersani non costituivano altro che un’opposizione fittizia, necessaria per dare una parvenza democratica al sistema, in realtà espressione dei grandi interessi finanziari e delle lobbies di speculatori. Sottolineiamolo: parliamo di quelle vere, non di tassisti.
Ha ragione, quindi, Marco Rizzo, quando critica da sinistra i suoi vecchi alleati. Si doveva riconoscere la bontà della protesta, frutto dell’esasperazione dei lavoratori, non condannarla e ghettizzarla.
Eppure, quando al governo c’era Berlusconi, erano tutti pronti a manifestare nelle piazze: sindacati, studenti, donne; ora che c’è Mario Monti invece è arrivato il momento dei distinguo, dei “ma”, della diffidenza… Fortuna che c’è chi si è stufato dei giochi dei partiti. Loro, i veri indignati, sono l’espressione più autentica della nazione. Per chiunque lo neghi è sempre valido il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.


Idee in Movimento

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