Le proteste che stanno esplodendo in tutta Italia non piacciono alla sinistra chic, quella di governo, PD in primis. «Dentro il movimento dei forconi c’è criminalità e deriva becera e violenta» ha sentenziato Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del PD in Senato. E’ la sinistra dei Bersani, quella che legge Repubblica ed il Fatto Quotidiano; quella sinistra centrista e moderata, fatta da uomini responsabili, fiduciosa verso il governo dei professori; è questa sinistra che ha preso, ancora una volta, le distanze dal popolo. Non ci stupiamo, per noi non è una scoperta recente. Abbiamo sempre saputo che i vari Prodi, D’Alema e Bersani non costituivano altro che un’opposizione fittizia, necessaria per dare una parvenza democratica al sistema, in realtà espressione dei grandi interessi finanziari e delle lobbies di speculatori. Sottolineiamolo: parliamo di quelle vere, non di tassisti.
Ha ragione, quindi, Marco Rizzo, quando critica da sinistra i suoi vecchi alleati. Si doveva riconoscere la bontà della protesta, frutto dell’esasperazione dei lavoratori, non condannarla e ghettizzarla.
Eppure, quando al governo c’era Berlusconi, erano tutti pronti a manifestare nelle piazze: sindacati, studenti, donne; ora che c’è Mario Monti invece è arrivato il momento dei distinguo, dei “ma”, della diffidenza… Fortuna che c’è chi si è stufato dei giochi dei partiti. Loro, i veri indignati, sono l’espressione più autentica della nazione. Per chiunque lo neghi è sempre valido il detto: “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Idee in Movimento
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