domenica 15 gennaio 2012

SEGNALI D'EUROPA

Un programma chiaro, un po’ di coraggio e una parlata maschia. Così Marine Le Pen vola nei sondaggi verso un potenziale del 30% dell’elettorato. Per i francesi risulta credibile il messaggio del nuovo Fronte Nazionale: fuori dall’Unione europea con la volontà di creare una Banca centrale in grado di sostenere l’economia reale transalpina. Un messaggio potente, in tempi di crisi e declassamento, che parte da una leadership consolidata ed apprezzata: il FN di Marine non è più il partito di pancia, tutto xenofobia e Giovanna D’Arco creato dal padre. Il Fronte di oggi è un partito tanto radicale quanto razionale: ha abbandonato le infinite suggestioni geopolitiche della vecchia guardia, gli intellettualismi della nouvelle droite e ha optato, invece, per un profilo più concreto, fatto di dati, numeri e prospettive macroeconomiche. In questo modo il messaggio sovranista non appare onirico, irrazionale o peggio, frutto di anacronistiche visioni del passato, ma, al contrario, attuale, necessario ed auspicabile. Se Marine riuscirà a scardinare la gabbia elettorale del sistema francese il Fronte Nazionale sarà il vero punto di riferimento di un’Europa diversa.
Diversa e non allineata ai dogmi monetaristi liberali come lo è l’attuale Ungheria: al di là delle scelte del presidente Orban, scelte di difficile inquadramento ideologico, essendo questi fino a pochi anni fa uno dei tanti esponenti dell’economia di mercato a tutela atlantista, il popolo magiaro sta lanciando messaggi importanti. E’ notizia di queste ore: migliaia di ungheresi sono scesi in piazza, assieme al partito Jobbik, per chiedere l’immediata uscita dall’Unione europea. Segnali forti, insomma, segnali d’Europa vera che noi riprendiamo con grande interesse. Altro che occupy wall street, altro che primavere arabe.

Idee in Movimento

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