C’è spazio per Marx fra queste pagine? Certamente si.
Non siamo marxisti, poiché non amiamo il caos progressista che il “marxismo”, a dispetto dell’opera del pensatore di Treviri, ha voluto veicolare ideologicamente. Eppure in Marx noi ritroviamo quell’idea di forza collettiva, di volontà popolare (vox populi vox dei), tipiche dell’identità europea. Così quando leggiamo l’intervento del filosofo tedesco sul New York Tribune del 1853, non possiamo che scoprire una prospettiva etica sovrana e collettiva:
« Sappiamo che dietro ogni tiranno c'è un ebreo, come c'è un gesuita dietro ogni papa. Come l'esercito dei gesuiti uccide ogni libero pensiero dal quale il desiderio degli oppressi potrebbe avere possibilità di successo, così l'utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe, se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell'umanità. ... Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo, ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinchè il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad eliminare un simile cancro »
Karl Marx aveva le idee chiare. Così come Engels, quando affermava che “per noi, le condizioni economiche determinano tutti i fenomeni storici, ma la razza è anch'essa un dato economico...".
Idee chiare, per ricordare al mondo come l’occidente europeo sia sempre stato la culla di quell’etica di civiltà anti-individualista, forgiatrice di sviluppo e armonia per i suoi popoli.
Nessun commento:
Posta un commento