Genova è al centro di sommesse cronache nazionali. Parliamo di Fincantieri. Il tono usato dai media è particolare, si direbbe un poco annoiato. I servizi, i pezzi, presentano tutti lo stesso punto di vista che lascia il pubblico con la sensazione di dover osservare, tanto per educazione, la morte in diretta di una riserva indiana, gli ultimi giorni di un fenomeno d’acciaio stancamente trascinatosi nell’epoca moderna del paradiso Apple.
Gente che deve morire. E’ questo il messaggio. Gente per cui non c’è più spazio vitale. Operai. Ovvio, di fronte all’economia virtuale degli smartphone e dei tablet, laddove la tecnica assomiglia alla magia, che senso ha continuare a costruire navi? Città di mare o no. Nell’epoca del capitalismo informatico e globale che senso ha viaggiare o combattere fra le onde?
E la sinistra? Presente si. Ma sembra un proforma. Una stanca litania di un rituale privo di significato poiché privo di forza e volontà. Classe per sé o classe in sé? Si chiederebbe Marx. Ma per cosa, se, dopo Dio, oggi muore anche l’Operaio? Le mani non servono più, l’intelligenza neanche. Questo nostro capitalismo inietta nell’animo la più atroce delle alienazioni: l’impotenza dell’inutile.
Aggiornatevi! Urlano verso Sestri Ponente conservatori e progressisti. Ascoltatevi il discorso di Steve Jobs. Un po’ di spirito di impresa! Ma quale impresa più bella di costruire un guscio per sfidare il mare: potenza, crescita, civiltà. Quello era il significato della Superba, dei Poeti dei Santi e dei Navigatori.
Tutto finito. A sentire loro, che vivono di fortuna e non di ingegno e sudore, dovrebbero sorgere Silicon Valley, ogni due per tre. Tutti con la stessa identica risposta. Se il capitalismo funzionasse sul serio avremmo già esaurito da tempo valli e silicio.
Ma, ecco il punto, sono proprio i nipotastri dei marxisti, che oggi leggono il Fatto e conoscono il Capitale tramite wikiquote, che odiano il passato, credono nella mela smangiucchiata, siedono in parlamento, in Comune, nei Tribunali, nei giornali e che conoscono Nietzsche solo per l’omosessualità di Vattimo, ecco sono proprio loro, a condannare l’Operaio e la sua stupenda lotta di conservazione.
Conservazione della specie. Della razza, umana. Quella razza in via di estinzione: razza di Signori, sulla vita, sulla materia, sull’acciaio e sui mari da solcare. Morto l’Operaio, non ci resterà che la morale degli schiavi.
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