L’imponente macchina elettorale americana è ormai avviata, obiettivo? Trovare lo sfidante repubblicano di Obama per le Presidenziali 2013. Ancora una volta gli Americani ci mostrano quanto ridicola e triste possa divenire la caccia al voto: vince chi riesce ad accontentare il più grande numero di fessi, a suon di vane promesse.
Ma questo non avviene in qualsiasi stato europeo, direte voi? E’ in parte vero, se non mancasse quella spettacolarizzazione, degna di uno show televisivo, in cui gli americani sono maestri. Ha ragione, quindi, Fidel Castro, quando definisce le primarie Repubblicane una “gara di idiozia e di ignoranza”; dopo aver visto i vari Romney e Gingrich gareggiare in fanatismo cristiano per conquistare lo zoccolo duro repubblicano del South Carolina, non si può che concordare con le posizioni del lider maximo, vedendo gli stessi candidati del Grand Old Party tentare di conquistare il voto degli ispanici della Florida (dove vivono migliaia di rifugiati cubani), grazie a roboanti minacce contro Cuba e il suo governo. Insomma: democrazia a suon di bombe. E’ quel che promettono gli aspiranti Presidenti USA, seguendo alla lettera il copione libico.
Ammiratori degli Stati Uniti d’America, riflettete…
Idee in Movimento.