mercoledì 30 novembre 2011

LA REPUBBLICA ISLAMICA SOTTO ASSEDIO


Teheran sta per essere bersagliata dal fuoco delle sanzioni caldeggiate da Israele e Stati Uniti, seguiti a ruota dai cani da guardia più fedeli del regime mondialista, Gran Bretagna e Canada, che hanno addirittura deciso di interrompere qualsiasi legame economico con le banche iraniane. La Francia del novello Napoleone Sarkozy non poteva certo restare a guardare, ed anzi ha proposto una sorta di embargo sul petrolio di  Teheran.
Per comprendere meglio lo situazione, però, occorre tornare indietro al 2003, anno in cui gli ispettori dell’ Aiea (Agenzia Internzionale per l’Energia Atomica), visionarono l’impianto nucleare di Natanz, ancora in costruzione. La cosa provocò il panico, soprattutto in Israele che temeva una rincorsa verso l’atomica da parte di Ahmadinejad; a questo punto i rapporti tra Iran e le potenze Occidentali si fecero tesi, tanto che vennero applicate tutta una serie di sanzioni, sia da parte dell’Onu, che dell’ UE e gli Stati Uniti.
Poche settimane fa la goccia che ha fatto traboccare il vaso: l’Aiea rispolvera le vecchie accuse sulla possibile dimensione militare del programma nucleare della Repubblica Islamica, ma più che accuse pare trattarsi di vere e proprie illazioni, tali e quali a quelle che riguardavano le “armi di distruzione di massa” di Saddam Hussein, che vennero usate come “cavallo di Troia” per la guerra voluta dall’America e la Gran Bretagna in Iraq. Non a caso il ministro degli Esteri Russo, Sergei Lavrov, a proposito del rapporto Aiea  ha parlato di “fatti a cui viene data un’interpretazione politicizzata”, se non di vero e proprio dettato da parte di Washington.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad

Ad ogni modo tanto è bastato all’amministrazione Obama per decidere “sanzioni unilaterali” e pesanti multe verso chiunque appoggi lo sviluppo petrolchimico e nucleare di Teheran, senza tener conto che in questi anni l’Agenzia non ha trovato uranio utilizzato per scopi militari.
L’escalation a questo punto pare inevitabile: è notizia recentissima che il Parlamento iraniano ha deciso di espellere l’ambasciatore della Gran Bretagna come risposta alle “sanzioni unilaterali” varate da Londra, e di non partecipare al Forum Atomico sul Medio Oriente dell’ Onu per la costituzione di una zona libera dalle armi nucleari, come protesta verso Israele, che detiene un arsenale atomico non ufficiale.
A differenza del nostro ministro degli Esteri Giulio Terzi, che ha dichiarato di essere d’accordo con la linea sanzionatoria espressa dagli Stati Uniti, dimostrando che l’unica cosa che è in grado di esprimere il governo Monti è la genuflessione verso i poteri forti, noi ci schieriamo dalla parte del popolo iraniano e della Repubblica Islamica, tra gli ultimi avamposti non allineati in un mondo alla deriva.

Idee in Movimento

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