Il “golpista” Mario Monti annuncia la volontà di mettere al bando le banconote da 500 euro, vietando l’utilizzo di carta moneta per gli acquisti superiori ai 300 euro per combattere, a suo dire,la piaga dell’evasione fiscale. Pensi semmai , signor Monti, a tassare le rendite finanziare, a vietare pratiche criminali come lo short selling e a mettere un tetto massimo agli stipendi dorati dei manager delle aziende pubbliche, crei politiche economiche di redistribuzione dei redditi, e la smetta di prenderci per il culo.
Evidentemente i nostri connazionali non la pensano così. Secondo un sondaggio andato in onda sulla trasmissione “Piazza Pulita”, il 55% degli italiani sarebbe d’accordo con questa manovra; la stessa Milena Gabanelli, conduttrice di Report, proprio lei che troviamo sempre in prima linea per denunciare fatti&misfatti del sistema, si dichiara favorevole a questa operazione.
Come già qualcuno disse, governare gli italiani non è difficile, è inutile.
La tendenza a diminuire carta moneta va ovviamente ad incontrare il favore delle banche che, in questo modo, prenderebbero il controllo assoluto dei nostri risparmi, obbligandoci di fatto a ricorrere ai servizi bancari per ogni pagamento. In merito, è da notare che nella proposta di Monti si parla di abbattimento delle commissioni bancarie per quanto riguarda i pagamenti effettuati tramite bancomat e carte di credito, mentre dovrebbero aumentare le commissioni sui prelievi di denaro contante dagli sportelli automatici.
La conseguente totale tracciabilità dei nostri pagamenti andrebbe a ridurre drasticamente la già malconcia privacy di ogni cittadino. Le banche infatti, complici con lo Stato, disporrebbero di informazioni su ogni cittadino che, a sua volta, sarebbe ignaro di come potrebbero venire usati questi dati.
La progressiva abolizione di banconote decreta la vittoria della moneta scritturale, quella moneta creata dal nulla dalle banche. È la vittoria dell’usurocrazia; ma attenzione cari strozzini, ricordatevi che in ogni recinto c’è sempre una pecora nera, ostinata e contraria.
Idee in movimento
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