Il debito pubblico italiano è composto per oltre l’80% dalla cosiddetta spesa per interessi il cui ammontare è direttamente proporzionale ai titoli di debito in circolazione ed al livello dei tassi di interesse. Significa, in poche parole, che il disavanzo annuale del bilancio dello Stato è provocato in larghissima parte dalla posizione debitoria che ci ritroviamo ad avere con i creditori che sono formati per ¾ da banche e istituti finanziari di cui più della metà non italiani.
In buona sostanza i sacrifici che vengono imposti al popolo servono per pagare gli interessi imposti dalle scellerate politiche economiche prese sopra la testa di tutti noi.
L’unica soluzione per uscire da questo impasse è riappropriarsi della sovranità monetaria. Lavorare e fare sacrifici lacrime&sangue per pagare gli interessi è invece quello che ci obbligano a fare. E intanto dall’inizio dell’anno sono già una ventina i suicidi figli della crisi.
Un forte segnale, che deve però essere unitario, è quello dello sciopero fiscale.
In Irlanda i cittadini sono scesi in piazza rifiutandosi di pagare la nuova imposta sulla proprietà immobiliare tanto caldeggiata dalla troika composta da Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale.
Imprenditori, operai, artigiani, liberi professionisti,cassintegrati,disoccupati non è più il tempo delle divisioni, uniti facciamo paura.
Siamo ad un punto di non ritorno, o si combatte il sistema o ne si è complici.
Idee in Movimento
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