L'acconto dell' Imu, Imposta Municipale Unica, dovrà pagarsi a giugno. Questa è una delle poche certezze che riguardano la sostituta della vecchia Ici, candidata, già da ora, ad essere la tassa più odiata dagli italiani.
Per ora conosciamo le aliquote di riferimento del primo pagamento: 0,4% per quanto riguarda la prima casa e 0,76% per gli altri immobili. Fin qui tutto chiaro. Il problema sta nel fatto che, per garantirsi i 21 miliardi di euro previsti dal pagamento dell'imposta, il Governo calcolerà in un secondo momento le aliquote definitive (quelle necessarie per il saldo di fine anno), tenendo conto di quanto “incassato” a giugno. Ai Comuni, inoltre, sarà lasciata la possibilità, a dicembre, di far variare le aliquote per l'abitazione principale dallo 0,2% allo 0,6%. Dato che le casse comunali sono notoriamente “a secco”, crediamo improbabile la scelta di un prelievo minimo.
Questo significa che a fine anno potrebbe accadere di tutto. I proprietari di case, infatti, si troveranno di fronte ad un'incognita non da poco; oltre a non sapere come il Governo potrebbe comportarsi e quali regole potrebbe decidere di varare durante l'estate, già da questo momento, conti alla mano, è prevedibile un elevato divario tra tributo minimo e massimo possibile. Quando si parlava di “lacrime e sangue”, quindi, non si esagerava.
Il mondo del lavoro e dell’impresa anche su questo fronte sarà il più tartassato; saranno in media 1.500 euro in più quelli che dovranno sborsare le imprese manifatturiere artigiane e industriali. Va un po’ meglio per uffici e negozi commerciali che dovranno pagare in più rispettivamente 949 e 569 euro. Retro front del Governo invece,dopo le pressioni di Coldiretti, per quanto riguarda stalle, capannoni e fienili montani, per loro il gettito non dovrà superare un contributo aggiuntivo pari a 224 milioni di euro, un quarto rispetto alla stima iniziale di un miliardo.
Gli unici a non rimetterci saranno i proprietari di case sfitte, si parla, per una casa di 100 mq, di un risparmio fra i 12 euro di Bari e i 18 euro di Roma.
Curiosità: le fondazioni bancarie, perché riconosciute come associazioni no-profit, non dovranno pagare l'Imu; gli anziani ricoverati in ospizio, invece, dovranno pagare l'Imu se proprietari di una casa. Non solo, pagheranno anche un'aliquota più elevata qualora avessero spostato la loro residenza nella casa di riposo, perché l'abitazione di proprietà risulterebbe una seconda casa. Inquietante,no?
Idee in Movimento
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