Fino al XIX secolo era indubbiamente incontrastata l’egemonia politico-economica che la Gran Bretagna esercitava nei confronti del resto del pianeta, ma gli Stati Uniti erano oramai pronti per riceverne l’eredità. Con l’inizio del XX secolo l’asse dei poteri forti si spostò da Londra a New York, evento di cui ne presero atto i finanzieri. Lord Milner (massone e banchiere) creò il semi-segreto sodalizio della Round Table. Il secondo atto fu quello di estenderlo agli USA e ai paesi del Commonwealth.
La Round Table americana comprendeva i maggiori finanzieri che controllavano letteralmente le istituzioni. Fu in questo contesto e ad opera di questi signori che venne istituito il CFR (council on foreign relations) ovvero il “governo ombra” degli U.S.A., guidato dai gruppi finanziari Morgan e Rockefeller.
A partire dalla creazione del CFR, l’alta finanza abbandona il classico schema delle influenze sui governi per accedere ad una più silenziosa ma diretta conduzione della cosa pubblica. E’ importante notare come queste associazioni siano enti privati e NON istituzioni U.S.A. .
Si arriva cosi alla Conferenza di Bretton Woods (1944) che vede come regista dietro le quinte il solito CFR.
Gli obiettivi della Conferenza furono sostanzialmente la totale libertà degli scambi internazionali, facilitazioni per gli investimenti privati all’estero e libero accesso alle materie prime (quelle che abbondano nei paesi poveri). I documenti ufficiali di apertura indicavano come priorità la costituzione di un fondo monetario internazionale e di una banca mondiale.
Attualmente la procedura prevede che ogni paese abbia la possibilità di ritirare il 25% del capitale a sua volta versato. Superata la quota del 25% si richiede un prestito alla Banca Mondiale.
Esistono diverse tipologie di prestito:
Prestiti per progetti,prestiti istituzionali, prestiti per settore e prestiti di aggiustamento strutturale. Quest’ultimo è il punto di forza della B.M. che orienta le produzioni locali all’esportazione e favorisce l’intervento delle multinazionali agendo in questo modo :
Privatizzazione delle compagnie statali.
Ridimensionamento del pubblico impiego e conseguente licenziamento di personale.
Tagli alle spese di pubblica utilità.
Riduzione degli stipendi per contenere l’inflazione.
Liberalizzazione delle importazioni ed eliminazione delle barriere doganali.
La multinazionale ha due obiettivi fondamentali: la conquista di nuovi mercati aggirando le barriere commerciali degli Stati, e la dislocazione degli impianti produttivi in paesi dove i costi sono più bassi. Per le filiali delle multinazionali non si prevede la veste giuridica di società straniera, godendo pertanto dei vantaggi riservati alle società locali.
Questo è, in sintesi, il cappio che l’usurocrazia ha stretto per bene intorno al collo del terzo mondo.
Un sistema che affama l’80% della popolazione mondiale per soddisfare le esigenze materialistico- consumistiche del cosiddetto occidente.
A noi questo sistema fa ribrezzo.
Dati bibliografici: “indagine sul mondialismo”
Idee in Movimento
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