martedì 21 febbraio 2012

IRAN CONTRO TUTTI

E’ notizia recentissima che l’Iran abbia deciso di interrompere la fornitura del petrolio a Francia e Gran Bretagna, per protestare contro le sanzioni decise dall’Unione Europea , varate per scongiurare la “minaccia” costituita dal programma nucleare di Ahmadinejad, e caldeggiate, in primis, dalle due superpotenze europee.
Inutile dire che se le sanzioni venissero estese anche all’Italia saremmo noi a pagare il prezzo più alto per decisioni volute prepotentemente da altri. Il petrolio iraniano costituisce, infatti, il 13% delle nostre importazioni; questa crisi (come già sta facendo quella libica e siriana) comporterebbe sicure ripercussioni sulla nostra economia, causate dal caro benzina e dal conseguente aumento dei prezzi dei generi alimentari, prevalentemente trasportate su gomma. Inoltre, un ulteriore aumento del costo dell’energia, costituirebbe un danno veramente notevole per le famiglie italiane, che già, ora come ora, faticano per arrivare alla fine del mese.
Certo, dovremmo attendere per capire se la Repubblica islamica vorrà andare fino in fondo. Gli economisti ci rassicurano: per loro sarebbe un vero e proprio suicidio. Però, se la Cina decidesse di assorbire, per foraggiare la sua crescita, tutti questi barili di greggio in circolazione, vano sarebbe il tentativo di sdrammatizzare sulla situazione.
Ovviamente è in questi momenti che ci sarebbe la necessità di un governo forte e veramente responsabile (ma non come il governo Monti), in grado di prendere in mano la situazione. E’ chiaro che l’area mediterranea dell’Unione Europea, un tempo culla dell’idea stessa di Occidente, ma oggi lontana anni luce dai gloriosi fasti del passato, sia quella che sta affondando sotto il peso della crisi. Non a caso, proprio come l’Italia, anche Spagna e Grecia dipendono fortemente dal petrolio di Theran.
Che sia arrivato il momento, per noi e per loro, di spezzare il giogo mondialista?

Idee in Movimento

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