Copione già visto: tam tam che parte dai social network, proteste che sfociano in manifestazioni di piazza e poi… da qualche parte si è parlato di “primavera araba” , movimento che, nell’immaginario comune, figuriamo con una immagine poetica di popoli che dalle piazze (anche con i bombardieri europei in qualche caso) protestano ed annientano regimi corrotti in nome dei valori trionfanti della democrazia occidentale. Ma più che Liberté, Égalité e Fraternité sono i valori del capitalismo e delle leggi di mercato ad essere venerati, tanto che si dovrebbe parlare di “privatizzazione araba” invece che di “primavera araba”.
Le dichiarazioni del vicepremier libico Moustafa Bou Shagour sono molto eloquenti in questo senso, va caldeggiando infatti misure atte a favorire gli imprenditori della “Nuova Libia” e l’ingresso di capitali stranieri. Discorso un po’ prematuro tenendo conto che le infrastrutture del Paese sono quasi totalmente distrutte e che i ribelli armati girano ancora sul territorio senza controllo.
Dopo il medio Oriente la tempesta destabilizzante si sta spostando in Russia, complici i presunti brogli elettorali e l’entusiasmo per un vittoria non troppo schiacciante del partito di Putin (parliamo “solo” del 50% dei voti). Curiosamente è il segretario di Stato Hillary Clinton a farsi paladino degli scontenti; prima di aver letto i rapporti ufficiali dell’Osce, s’intende. Augura al popolo russo il raggiungimento di nuove mete, ovviamente all’insegna di un futuro migliore. Forse, in questo radioso avvenire, si cela la supina accettazione del giogo americano?. Non ci sfugge, infatti, che il vero motivo del recente muro contro mura tra USA e Russia sia lo scudo antimissile europeo. Il Cremlino, giustamente, lo vede come una minaccia per la sicurezza del Paese; gli USA, padroni del mondo, ritengono che le paure russe siano infondate, causate da un atteggiamento paranoico da Guerra Fredda. Probabilmente credono che voler mantenere un rapporto d’equilibrio tra gli Stati sia una prerogativa che non spetti alla Russia. Guai a difendere la propria indipendenza, specialmente se non si è allineati sulle posizioni americane!
D’altra parte noi continuiamo a confidare nell’intelligenza del popolo russo che ancora una volta ha saputo dar fiducia a chi vuol mantenere libera e sovrana la propria nazione.
Idee in Movimento.
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