E’ da poco passato Natale ma Coldiretti e Codacons ci informano che per i regali sono stati spesi 400 milioni di euro in meno rispetto all’anno scorso. Tragico, no? Per questo, in un clima da “recessione”, parlare di altro, ad esempio di cultura, sembrerà fuori luogo. Ad ogni modo pensiamo che sia giusto dare risalto ad una situazione paradossale: si tratta dei nuovi crolli di Pompei.
Non stiamo parlando di quello relativo alla celeberrima Scuola dei Gladiatori, ma di quelli recentissimi della casa di Loreio Tiburtino e di un muro romano realizzato nei pressi di Porta di Nola; la soprintendente speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei si è premurata a dire che si tratta di elementi dallo scarso valore artistico ed archeologico. Probabile, ma la credibilità ormai è ai minimi storici. E’ incredibile che uno dei siti archeologici più importanti e famosi del mondo, con una media di oltre due milioni di visitatori l’anno, non abbia (o non riceva?) i soldi per la manutenzione ordinaria. Siamo consapevoli che la situazione degli altri siti archeologici italiani è probabilmente peggiore, ma ovviamente questo non fa notizia ed i giornali non ne parlano.
Ma se già i vari governi degli anni passati, eletti democraticamente, hanno lavorato male, puntando sull’immagine e tagliando i fondi necessari alla cura, fondamentali, dei beni culturali, come possiamo pensare che questo governo “golpista” agisca in modo differente? Ovviamente noi conosciamo già la risposta. L’unica speranza, almeno per Pompei, sta nei fondi europei (circa cento milioni di euro) sbloccati dal commissario europeo per le Politiche regionali, Johannes Hahn, ed in arrivo nel 2012. Per le altre situazioni “a rischio” si vedrà. Magari una volta date in pasto ai mercati le ultime quote statali di Eni, Enel e Finmeccanica si sbloccherà qualche altro maxi-fondo speciale europeo…
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