Ci sono i professori al governo. E poi ci sono quelli più sfigati, rimasti a fare il loro inutile lavoro nelle Facoltà. Accade così che oggi, alla Cattolica di Milano, il titolare della cattedra di demografia si sia inventato un convegno per risolvere un problema ormai evidente: come possono contare i giovani in politica? La questione nasce da un dato assodato, confermato dall'ultima tornata elettorale: i giovani (sotto i 35) sono demograficamente una minoranza. Non potranno mai più contrastare le decisioni, a spettro assai limitato, degli ultra-sessantenni. Insomma, la sterilità del paese, oltre che sui conti pubblici e privati, incide, scientificamente, anche sulla rappresentatività. Ha senso questa democrazia, dove chi dovrebbe contare di più (naturaliter), invece conta di meno? Come tutelare questa nuova minoranza? Il professor tal dei tali della Cattolica proporrà un complicato calcolo ponderato dei voti under 30, derogando alla sacra e falsa legge democratica - una testa, un voto. A questo punto, diciamo noi, perchè non abolirlo direttamente questo fallimento carnevalesco e lasciar libero corso ai giovani, ai belli e ai forti?
Idee in Movimento
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