Le
elezioni serbe hanno immolato sull’altare della crisi finanziaria Boris Tadic.
Dopo otto anni alla guida del Paese è stato infatti sconfitto dal suo rivale
Tomislav Niklovic.
Con
questo risultato si va consolidando il
fronte euro scettico del vecchio continente.
Niklovic
dal 2008 è alla guida del Partito Progressista Serbo, una svolta moderata
rispetto al suo curriculum politico che lo vide protagonista come vice primo
ministro di Milosevic, sul finire degli anni 90.
Nonostante
non sia più il leader del Partito Radicale Serbo, il neo Presidente mantiene
alcuni paletti, retaggio del suo recente passato iper nazionalista, sia in
politica interna che in quella estera.
Anche
se non ha dichiarato espressamente la volontà di uscire dall’euro, Niklovic non
sarà di certo un alfiere della moneta unica. Vi sarà un forte consolidamento
dei rapporti con la Russia e probabilmente si accentueranno le tensioni con il
Kosovo. Ma soprattutto il nuovo capo dello Stato dovrà fronteggiare i problemi
che attanagliano il Paese; con una disoccupazione al 25%, l’inflazione all’11%
e una corruzione smisurata avrà un duro lavoro da fare.
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