Russia e Cina si oppongono a un intervento di “pace” della NATO in Siria e bloccano due risoluzioni delle Nazioni Unite sulla questione.
Sulla sponda "democratica",gli Stati Uniti in primis, con l‘aiuto di Turchia, Arabia Saudita, Francia, Qatar e Israele, alimentano intanto la guerra civile in Siria armando sistematicamente i “ribelli”.
Sempre più vicino pare l’intervento militare nel tormentato Paese mediorientale. Dopo la strage di Houla, anche il neo-eletto Hollande si siede sulla sponda interventista.
Il blocco yankee accusa il governo di Bashar al-Assad di questo massacro, senza oltretutto avere in mano alcuna prova evidente.
Anche Merkel & Company stanno apertamente discutendo di un possibile intervento militare cercando, senza successo, di indurre la Russia a fare concessioni sulla questione, rinunciando al veto.
Sia Mosca che Teheran intanto rifiutano l’imponente riarmo militare dell’Azerbaijan, promosso da Stati Uniti, Israele e Turchia.
I tamburi di guerra in Medio Oriente, e il fatto che i Paesi europei, tra cui Germania e Francia, siano schierati con gli Stati Uniti, spingeranno sempre più la Russia a un’alleanza con la Cina. La partita pare dunque si debba sempre più giocare su precari equilibri geopolitici.
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