“Malgrado
i passi avanti nella ricapitalizzazione, molte banche seguitano a operare con
un alto grado di leva finanziaria, comprese quelle che appaiono ben
capitalizzate, ma in realtà presentano enormi posizioni in derivati. Gli
istituti di maggiori dimensioni continuano ad avere interesse ad accrescere la
leva finanziaria senza prestare la debita attenzione alle conseguenze di un
possibile fallimento: data la loro rilevanza sistemica, essi confidano che il
settore pubblico si farà carico delle ripercussioni negative”. Questa è parte
della relazione che la Banca dei Regolamenti Internazionali ha presentato ieri
a Basilea. Preoccupa il fatto che i grandi istituti finanziari non abbiano
assolutamente fatto tesoro dell’ultima grande bolla finanziaria scoppiata nel
2008. Dormono sonni tranquilli coccolati dall’idea di un sempre pronto
salvataggio pubblico; ed è proprio questo il punto cardine da risolvere. La
Banca dei Regolamenti Internazionali, facendo propria una direttiva comunitaria
dello scorso 6 Giugno, sta pensando infatti di passare dal cosiddetto bail
out (salvataggio pubblico) al bail in. In sostanza scaricare in
parte i costi sugli azionisti e gli obbligazionisti riducendo in questo modo i
sacrifici che la collettività, suo malgrado, deve affrontare a causa della
spregiudicatezza del sistema finanz-capitalista.
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