Come
in ogni realtà oggettiva esiste un aspetto formale, esteriore, e un aspetto
nascosto. La storia, ovviamente, non fa eccezione. Nei testi ufficiali spesso e
volentieri si raccontano gli avvenimenti come fossero quadrati, quando, in
realtà, si dovrebbe parlare di cubi. Ciò che viene a mancare è troppo spesso la
profondità.
Un
conflitto rilevante come la Grande Guerra del ’14-’18 mosse chiaramente
interessi di influenti lobby apolidi.
Stando
alla storiografia ufficiale fu l’attentato all’Arciduca Francesco Ferdinando
d’Austria da parte del nazionalista serbo-bosniaco Gavrilo Princip a innescare
quella bomba ad orologeria che era diventata l’Europa: le manie di grandezza
dell’imperatore tedesco Guglielmo II, le mire espansionistiche della Russia
verso Costantinopoli e quelle dell’Austria sui Balcani; i conflitti coloniali
tra Francia e Gran Bretagna e gli strascichi della Guerra Franco-Prussiana 1.
Grazie
alle rivelazioni del colonnello americano Curtis B. Dall pubblicate nel libro “F.D.
Roosevelt, il mio suocero sfruttato”, si evince che il grande finanziere di
Wall Street, nonché influentissimo personaggio della politica americana, B.
Baruch, nell’estate del 1912 avvicinò il candidato presidente USA Wilson, dettandogli
le linee guida espressione della volontà dell’alta finanza. A Wilson venne
affiancato E.M. House, colui che spinse per l’entrata in guerra e che
rappresentò personalmente il Presidente nei negoziati della conferenza di pace.
Era
palese l’interesse che la finanza aveva nell’entrare in una guerra
prevalentemente europea, sedersi al tavolo dei vincitori significava infatti un
ampliamento del mercato statunitense nel vecchio continente.
Fu
così che solo cinque mesi dopo essere stato eletto Presidente con lo slogan “ He
kept out of war ” (egli ci ha tenuti fuori dalla guerra), Wilson firmava il
6 Aprile 1916 la dichiarazione di guerra alla Germania. Ma c’è di più; ed è
sempre Curtis B. Dall che ci viene in sostegno con il suo libro quando parla di
un accordo segreto, sotto forma di contratto, che House firmò con gli inglesi.
Questo accordo prevedeva una precisa clausola: una volta che gli USA fossero
entrati in guerra a fianco dell’Inghilterra, quest’ultima avrebbe garantito ai
sionisti, al momento opportuno,la Palestina.
Notevole
fu poi il sostentamento che le grandi banche americano-israelite diedero al
compimento della rivoluzione bolscevica. Rovesciare il sistema zarista
significava da un lato vendicare le persecuzioni che gli ebrei soffrirono in
Russia e, dall’altro lato, punire il regime zarista “reo”, unico paese in
Europa, di rifiutare l’istituzione di una Banca Centrale.
Idee in Movimento
1 La Guerra Franco-Prussiana (1870-1871)
determinò la nascita dell’Impero Tedesco. Le dure sanzioni in seguito al
Trattato di Francoforte alimentarono quel revanscismo che segnò la politica
francese in funzione anti tedesca fino alla rivincita del 1919 con il Trattato
di Versailles.